Cheratocono, cos’è questa patologia e quali sono i rischi

Cheratocono, cos’è questa patologia e quali sono i rischi

Cheratocono

Tra le patologie che vengono troppo facilmente sottovalutate e di cui si parla troppo poco troviamo sicuramente il cheratocono. Si tratta di una malattia che coinvolge l’apparato visivo e, in modo particolare, va a provocare dei danni alla cornea.

Per la cura di un gran numero di patologie che colpiscono la vista, spesso e volentieri si impiegano soluzioni estremamente all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Anche in tanti altri settori, come nel gioco d’azzardo, la tecnologia ha portato miglioramenti e un’evoluzione pazzesca. Dopo aver trovato informazioni complete per giocare al videopoker, si può puntare e scommettere direttamente dal proprio device mobile, dopo aver scelto la piattaforma più adatta con cui giocare.

Cheratocono, una pericolosa malattia che colpisce la vista

Il cheratocono è una patologia che è conosciuta da pochissime persone, eppure è molto dolorosa e pericolosa. Si tratta di una malattia a carattere progressivo che va ad attaccare la cornea e, con il passare del tempo, riesce a causare una diminuzione notevole della capacità visiva. A lungo andare può favorire la condizione di completa cecità.

Tra le principali caratteristiche del cheratocono troviamo sicuramente quella di poter insorgere nel corso della pubertà. Per la cura di questa patologia, è fondamentale che venga diagnosticata in modo tempestivo. In caso contrario, si tratta di un disturbo che difficilmente si può risolvere se non ricorrendo ad un trapianto di cornea.

Spesso e volentieri, questa patologia si sviluppa in maniera parallela o incrociata con altre malattie, come ad esempio con l’atopia, le distrofie della cornea, l’amaurosi congenita di Leber, la patologia della tiroide, quella del collagene e la trisomia 21. Sia i sintomi, quindi l’insorgere della malattia, che la sua evoluzione presentano un gran numero di variabili che possono influenzare tale processo.

Non si conoscono ancora le principali cause che possono favorire lo sviluppo del cheratocono. Diverse ricerche di carattere sperimentale hanno portato a pensare che l’insorgere di tale patologia sia legato a delle motivazioni di carattere genetico. Anche dei fattori esterni possono essere decisivi in tal senso: si tratta, secondo gli studi, dei microtraumi da sfregamento oppure allergie che vanno a peggiorare la situazione.

Non solo, dal momento che l’incremento di determinati enzimi, tra cui anche le proteasi e un calo dei correlati inibitori, comporta un notevole disequilibrio. Diverse cellule all’interno della cornea, ovvero i cheratociti, che hanno il compito di portare al rinnovamento costante del tessuto, svolgono un lavoro in maniera diversa rispetto al solito, provocando un calo dello spessore, nonché la degenerazione della cornea.

Tra i principali sintomi di tale patologia troviamo il fatto di provocare una visione decisamente più sfocata: diventa fondamentale, quindi, l’impiego degli occhiali. Nelle fasi successive della patologia, ecco che il disturbo visivo tende a peggiorare notevolmente e diventa difficile anche da correggere.

La diagnosi tempestiva e le cure

Come abbiamo detto in precedenza, la diagnosi di questa patologia deve essere effettuata in maniera tempestiva. L’obiettivo deve essere quello di combattere il cheratocono prima che arrivi ad una fase troppo avanzata. Gli esami che vengono effettuati più di frequente sono la tomografia della cornea, la pachimetria e la topografia corneale.

Tra i trattamenti maggiormente diffusi legati al cheratocono troviamo il cross-linking corneale, soprattutto durante le prime fasi della patologia. Gli altri interventi sono l’impianto di anelli intrastomali, un rimodellamento della cornea, la cheratoplastica perforante oppure quella lamellare anteriore profonda. Contro questa patologia non esiste nessun tipo di prevenzione.

Pamela

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